In pensione anche con buchi contributivi e lavoro saltuario: finalmente la bella novità

Dal 2024 sarà molto più facile andare in pensione anche per chi ha buchi contributivi o ha avuto una carriera discontinua.

Buone notizie per milioni di lavoratori: dal prossimo anno sarà più facile andare in pensione anche se si hanno buchi contributivi e se la propria carriera è stata frammentata e discontinua.

In pensione con buchi contributivi
Dal 2024 andare in pensione sarà più facile (20maggiosenzamuri.it)

Sono molto lontani i tempi in cui si iniziava a lavorare con contratto a tempo indeterminato subito dopo la laurea o il diploma e si svolgeva lo stesso lavoro, nella stessa azienda, per tutta la vita. La società negli ultimi trent’anni è completamente cambiata. Come avrebbe detto il sociologo Bauman, viviamo in una “società liquida” dove non solo il tempo scorre ma anche lo spazio cambia di continuo.

I 40enni di oggi hanno cambiato più volte tipo e posto di lavoro così da arrivare alla pensione con un curriculum fatto da carriera frammentata e discontinua e buchi contributivi. Ma nessun problema: se la società cambia, la politica si adegua. E dal prossimo anno sarà molto più facile andare in pensione anche in presenza di buchi contributivi e carriere discontinue fatte di lavoretti saltuari.

In pensione con buchi contributivi: ecco come fare

Lavori saltuari e buchi contributivi per i “millenials” sono la normalità da tempo. E anche la generazione Z sembra destinata a procedere lungo la stessa via. Ma da ora in avanti non sarà più un problema andare in pensione.

Pensioni, novità 2024
Il Governo Meloni ha eliminato alcuni vincoli alla pensione (20maggiosenzamuri.it)

La riforma Dini che segnò il passaggio dal sistema di calcolo retributivo a quello contributivo fu scritta nel 1995: il mondo, allora, era del tutto diverso. Chi scrisse e chi approvò quella riforma, dava per scontata una cosa che poi non si è verificata: il progressivo aumento degli stipendi. Oggi, 28 anni dopo la riforma, lo stipendio medio mensile è di 1500 euro lordi: meno di 1200 euro netti.

Alla riforma Dini si è incastrata la legge Fornero del 2011. La legge Fornero prevede che il pensionamento avvenga a 67 anni ma solo in presenza di due requisiti: avere almeno 20 anni di contributi e aver maturato un importo della pensione pari almeno a 1,5 volte l’importo dell’Assegno sociale.

Va da sé che questo sistema penalizza chi guadagna poco e, quindi, ha contributi bassi ma soprattutto penalizza chi ha vuoti contributivi e ha sempre svolto lavori saltuari. Queste persone, infatti, anche raggiungendo il requisito contributivo minimo di 20 anni, non riusciranno a raggiungere un importo pari almeno a 1,5 volte quello dell’assegno sociale.

Di conseguenza il Governo di Giorgia Meloni, con la legge di Bilancio 2024, ha deciso di togliere questo vincolo. Dal 2024 chi ha raggiunto 67 anni di età e 20 anni di contributi, potrà andare in pensione a prescindere dall’importo che avrà maturato. Di conseguenza sarà molto più facile accedere alla pensione anche per chi ha svolto lavori saltuari o per chi ha dei vuoti contributivi.

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