Qualità della vita, la classifica delle città in cui si vive meglio in Italia

Udine è il territorio dove di vive meglio secondo l’indagine realizzata dal Sole 24 Ore. Seguono Bologna e Trento. Male il Sud Italia con il maggior numero di Comuni in fondo alla graduatoria. La maglia nera va a Foggia. Roma scende di quattro gradini in 35esima posizione. Milano si conferma ottava

 

Udine è la città italiana dove si vive meglio. A incoronare la provincia friulana è la 34esima edizione dell’indagine del Sole 24 Ore sulla qualità della vita. È la prima volta che raggiunge la vetta della classifica realizzata sulla base di indicatori come lavoro, ambiente, salute, sicurezza e cultura. Seguono al secondo e al terzo posto Bologna, vincitrice dell’edizione 2022, e Trento. Roma si ferma al 35esimo posto su 107 mentre Milano si conferma all’ottavo. Il Sud d’Italia registra il risultato peggiore. È qui infatti che si trova la maggior parte delle città con una bassa qualità della vita.

I 90 indicatori statistici alla base dell’indagine quest’anno presentano alcune novità inserite per stare al passo con i cambiamenti sociali in corso, come l’indice dei progetti finanziati dal Pnrr (Piano di ripresa e resilienza), l’indice della solitudine, le farmacie, le famiglie con Isee sotto i 7mila euro, il gender pay gap, il consumo di farmaci contro l’obesità, i lavoratori domestici e l’aumento delle temperature.

A Udine “primo posto per la qualità della vita delle donne”

Dal 1990 a oggi Udine si era piazzata tra le prime dieci solamente tre volte. “È un grande orgoglio essere primi in classifica scalando 11 posti in un sol colpo”, ha commentato il sindaco Alberto Felice De Toni. Una scalata del territorio friulano tra le 107 province italiane trainata da alcune particolari performance, a cominciare dal primo posto nell’indice sintetico della qualità della vita delle donne: “Non a caso abbiamo una giunta di cinque donne e cinque uomini. La presidente del Consiglio comunale è una donna. Le donne sono ben rappresentate”, ha detto il primo cittadino.

Il Comune inoltre si è piazzato all’ottavo posto nell’indice sulla qualità della vita dei bambini e detiene il record di palestre, piscine e centri per il benessere fisico. Si distingue, collocandosi al quarto posto, nella categoria “Giustizia e sicurezza” per la limitata frequenza di incendi, delitti informatici e furti di autovetture, mentre è bassa l’incidenza delle famiglie con Isee sotto i 7mila euro e di imprese in fallimento.

Alberto Felice De Toni, sindaco di Udine
Il sindaco di Udine De Toni | Foto FB Alberto Felice De Toni

Gli altri risultati della classifica

Nessuna novità invece per il secondo e il terzo posto, con la conferma di Bologna, vincitrice dell’edizione 2022 e sempre in testa nella categoria “Demografia, salute e società” spinta dai livelli d’istruzione elevati, e di Trento, già vincitrice dell’Indice della sportività e di Ecosistema Urbano 2023.

Aosta di piazza in quarta posizione mentre Bergamo, quest’anno capitale della cultura insieme a Brescia, sale al quinto posto della classifica dei territori più vivibili, dove solo nel 1990 era entrata, e conquista il primato nella classifica tematica di “Ambiente e servizi”. Anche Modena, settima, torna in una top ten che aveva raggiunto solo due volte: nel 1999 e nel 2022. Si confermano tra le prime dieci anche Milano, stabile rispetto allo scorso anno e prima nella categoria ‘Affari e lavoro’, e Firenze che, dopo aver occupato il podio nel 2022, quest’anno scende al sesto posto.

Tra le prime dieci anche Monza-Brianza che conquista 14 posizioni e il primato nella categoria “Ricchezza e consumi” grazie a buoni risultati nella spesa media delle famiglie per l’acquisto di beni durevoli e ai dati immobiliari. A chiudere la top 10 c’è Verona, che l’aveva presidiata sia nel 2020 sia nel 2021. Escono Trieste e Bolzano, scese rispettivamente in 12esima e 13esima posizione.

Roma perde quattro posizioni scendendo in 35esima posizione, preceduta da Venezia (-12) e seguita da Torino (36esima) e Genova (47esima, in calo di 20 posizioni).

La maglia nera al Mezzogiorno

Anche questa edizione fotografa nella seconda metà della graduatoria una concentrazione di città del Mezzogiorno, con l’unica eccezione di Cagliari, al 23esimo posto. A chiudere la classifica è Foggia che torna a vestire la maglia nera dopo dodici anni. A precederla Caltanissetta e al terz’ultimo posto Napoli, che nonostante “l’effetto scudetto” sul turismo è penalizzata dalla densità abitativa, dalla criminalità predatoria in ripresa, dagli scarsi dati occupazionali e da un saldo migratorio sfavorevole.

Non mancano le novità. Nelle ultime 40 posizioni scivolano ben nove province del Centro o del Nord, tre più dell’anno scorso: oltre a Latina (87esima), Frosinone (80esima), Imperia (81esima), Alessandria (70esima) e Rovigo (68esima), ci sono Grosseto (74esima), Viterbo (75esima), Rieti (73esima) e Massa Carrara (72esima). Fanno particolarmente male le città della Sicilia: tutte si piazzano in fondo alla classifica e perdono posizioni con la sola eccezioni di Enna, unico capoluogo della regione che risale la classifica annuale balzando in avanti di 10 posizioni al 90esimo posto.

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