Se sei stata sempre casalinga hai diritto alla pensione apposita: spiegato da INPS

Se svolgi lavoro casalingo e non hai un effettivo contratto che ti assicuri la pensione, in realtà devi sapere che non è così: ecco perché.

Sono tantissime le donne che di lavoro si occupano della casa e dei figli. Sebbene spesso questa mansione non sia vista come un reale impiego e venga sminuita nella frase “Non lavora, sta a casa”, in realtà quello della casalinga o del casalingo (figura meno diffusa ma comunque presente) è un mestiere vero e proprio, che richiede impegno e genera fatica e stanchezza.

Se sei una casalinga hai diritto alla pensione
Se sei una casalinga hai diritto alla pensione: a quanto ammonta e cosa devi sapere (20maggiosenzamuri.it)

Spesso si pensa che chi svolge lavoro casalingo e quindi non ha un reale contratto di lavoro, o una forma di versamento contributivo, non avrà diritto alla pensione e non riceverà alcun sussidio in vecchiaia. In realtà non è così: ecco in cosa consiste la pensione delle casalinghe e cosa si deve sapere per ottenerla.

Pensione per le casalinghe, parla l’INPS: scopri come funziona

Innanzitutto, bisogna chiarire che per avere diritto alla pensione è necessario aver versato dei contributi, volontari o da lavoro. Se questo non è mai avvenuto, quindi, è difficile che al compimento dei 67 anni arrivi la tanto desiderata pensione. Caso a sé quello dei cittadini che si trovano in disagio economico, ai quali viene garantito un assegno sociale versato dall’Inps che prescinde i contributi versati negli anni precedenti: per riceverlo, però, bisogna rispettare precisi requisiti.

Se sei una casalinga hai diritto alla pensione
Se sei una casalinga hai diritto alla pensione: a quanto ammonta e cosa devi sapere (20maggiosenzamuri.it)

Per ricevere l’assegno sociale, quindi, non bisogna avere redditi propri e non si deve vivere con nessun’altro. Già il fatto di avere un coniuge, per esempio, che percepisce una pensione o addirittura lavora ancora, allora la situazione cambia e va valutata non solo la situazione economica della casalinga, ma anche quella derivante dai guadagni del coniuge.

Se la pensione o lo stipendio che riceve è dignitoso, allora è difficile che la casalinga in questione rientri nel pubblico di beneficiari dell’assegno sociale. Da conoscere, però, il Fondo pensione casalinghe, istituito il 1° gennaio 1997. Fatto con l’obiettivo di favorire la costruzione di una posizione previdenziale a chi lavora a casa e non versa i contributi.

Si rivolge a uomini e donne di età compresa tra i 16 e i 67 anni che non svolgano lavoro dipendente né autonomo e che non percepiscono una pensione diretta. Dopo l’iscrizione è necessario versare i contributi per un importo minimo di 25.82 euro per ogni mese di contribuzione: per ottenere la pensione per un anno, quindi, si devono versare 309.84 euro.

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