Tredicesima, la guida per calcolarla

Tutto sulla tredicesima e come calcolarla con una guida completa, le linee guida ed esempi pratici.

Ti sei mai chiesto come calcolare la tua tredicesima? Questa indennità, tanto attesa quanto misteriosa, può diventare una vera e propria fonte di stress per molti lavoratori. In questo articolo analizzeremo tutte le caratteristiche della tredicesima e ti mostreremo passo dopo passo come calcolarla nel modo più accurato possibile senza errori per non farti trovare impreparato quando arriverà il momento di ricevere questa indennità. Verranno esaminati tutti i fattori determinanti per la formulazione della tredicesima: dalla categoria di appartenenza alla tassazione, dall’ imposizione fiscale ai giorni effettivamente lavorati, dalla cifra lorda al netto.

Tredicesima, tutto quello che c’è da sapere

È fondamentale avere una conoscenza accurata su come si determina – e quando si accumula – la tredicesima paga al fine di avere una previsione del futuro importo – sia netto che lordo – che sarà erogato nel mese successivo (le date possono differire in base al settore lavorativo). In realtà, le linee guida per stabilire la tredicesima non sono così intricate come si potrebbe credere; potrebbe esserci qualche ostacolo nell’effettuare la conversione dall’importo lordo al netto, ma se ci si muove metodicamente, riuscirete ad avere un’idea, sebbene non esatta al centesimo, dell’importo che vi sarà assegnato il mese prossimo. Ecco quindi come impostare il proprio calcolo.

una ragazza sventola i soldi della tredicesima
Foto | @Canva – 20maggiosenzamuri.it

 

Come precedentemente menzionato, per determinare quanto si riceverà come tredicesima, bisogna seguire due semplici fasi: innanzitutto, bisogna calcolare il totale lordo, considerando come questa retribuzione extra si accumula, dopodiché saremo in grado di identificare l’importo netto che il dipendente riceverà, in base a quanto è dovuto per contributi e tasse. Iniziamo dal primo punto, spiegando come calcolare l’importo lordo della tredicesima e quali sono i giorni in cui non si accumula.

Come si calcola l’importo della tredicesima mensilità, esempi pratici

Con il mese di dicembre alle porte, è il momento di parlare della tanto attesa tredicesima mensilità, che rappresenta un sostegno prezioso per molti lavoratori italiani. Ma come si calcola l’importo di questa gratifica? Quale è la modalità di calcolo e quali fattori incidono sulla somma finale?

Di seguito, vi illustreremo tutti i dettagli per comprendere la formula di calcolo della tredicesima, attraverso alcuni esempi pratici e spiegazioni dettagliate. Preparate carta e penna, e scopriamo insieme come ottenere il massimo dalla tredicesima mensilità.

Tredicesima Lorda

L’importo lordo della tredicesima mensilità è uno dei diritti tutelati da tutti i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (Ccnl) vigenti in Italia, mentre la quattordicesima mensilità è limitata a specifici settori, come il commercio. Il meccanismo della tredicesima prevede che i datori di lavoro la eroghino ai dipendenti entro dicembre. Questa si basa sul 1/12 dello stipendio annuale lordo e deve essere determinata in base ai mesi lavorativi effettivamente svolti.

Per illustrare con un caso reale, se un individuo ha svolto il suo lavoro dal 1 marzo 2023 al 31 dicembre 2023 con uno stipendio lordo mensile di 1.000 euro, allora l’equazione da seguire sarà: (Stipendio mensile lordo * Cifra dei mesi lavorativi) / Numero totale di mesi. Di conseguenza: [1.000 euro (stipendio lordo mensile) X 10 (quantità di mesi lavorati)] / 12 (numero totale di mesi) = 833,33 euro. È quindi comprensibile che per coloro che hanno prestato servizio per l’intero anno, la tredicesima paga lorda equivalga all’ammontare del loro stipendio. E’ fondamentale notare che al fine di definire un mese come “completamente lavorato”, devono esistere almeno 15 giorni di lavoro (o comunque le giornate nel caso in cui, nonostante l’interruzione del lavoro, la tredicesima paga continua ad accumularsi).

Esempio

La tredicesima si accumula durante l’intero anno. La somma viene quindi determinata e inclusa nel calcolo del reddito imponibile anche quando il lavoratore non sta conducendo effettivamente le sue attività professionali per una o più delle cause seguenti:

  • le ferie;
  • la malattia;
  • l’infortunio;
  • la maternità (nei limiti temporali di conservazione del posto. Matura la parte solo a carico del datore di lavoro, non viene conteggiata la parte a carico degli enti preposti);
  • il congedo matrimoniale;
  • la cassa integrazione;
  • il riposo giornaliero per allattamento.

L’importo, invece, non viene maturato quando il dipendente:

  • svolge lavoro straordinario (diurno e notturno);
  • percepisce indennità per ferie non godute;
  • usufruisce dell’aspettativa;
  • nei casi di assenza ingiustificata.

Per calcolare la tredicesima, quali sono le informazioni che si dovrebbero essere considerate? Si determina basandosi sul salario mensile ricevuto, includendo i fattori seguenti:

  • retribuzione lorda mensile;
  • retribuzione lorda annuale;
  • indennità di contingenza;
  • scatti di anzianità;
  • EDR (Elemento Distinto della Retribuzione);
  • trattamento di vacanza Contrattuale;
  • terzi elementi;
  • indennità mansione svolta.

Successivamente, si procede con l’analisi dei mesi in cui si è lavorato nel corso dell’anno (con quel specifico datore di lavoro). Se questi non sono 12, si procede con un nuovo calcolo dell’importo facendo uso della formula indicata precedentemente.

Tredicesima netta

Per determinare l’ammontare netto del tuo tredicesimo salario, devi compiere una serie di calcoli basati su determinati fattori, tra cui la tua categoria lavorativa. Bisogna inizialmente calcolare l’ammontare imponibile e sottrarre i contributi dovuti. L’importo lordo fino a 1.923 euro è tassato al 6,19% (o al 5,80% per gli impiegati pubblici) quest’anno, e al 7,19% (o al 6,80% per gli impiegati pubblici) per coloro che superano questa soglia ma che non arrivano a 2.692 euro.

Differente è la tassazione sulla tredicesima, ci sono infatti delle aliquote inferiori rispetto a quelle dello stipendio: la contribuzione è stata ridotta al 2,19% (1,80% nel pubblico) per gli stipendi fino a 1.923 euro, 3,19% (2,80% nel pubblico) sopra questa soglia ma entro i 2.692 euro. A causa di queste e altre differenze, l’importo netto della tredicesima sarà notevolmente inferiore rispetto allo stipendio netto.

Un’altra ragione alla base di questa discrepanza è dovuta all’imposizione fiscale applicata alla tredicesima, che è più alta rispetto a quella dello stipendio regolare; l’IRPEF è applicata allo stesso modo, ma senza detrazioni. Di conseguenza, ad esempio, il bonus di 100 euro non viene applicato al tredicesimo salario.

Consideriamo il calcolo della tredicesima netta con un esempio di una pensione. Partiamo da un importo lordo di 1.000 euro. Dall’importo lordo, togliamo i contributi di 61,90 euro, quindi otteniamo un imponibile netto pari a 938,10 euro. Successivamente, consideriamo l’IRPEF, con un tasso del 23%. Tradotto, ciò significa che verranno pagati 215,76 euro a titolo di tasse. Quindi, l’importo netto sarà di 722,34 euro.

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