Mercato tutelato, con quale reddito è concesso continuare a beneficiarne?

Nel 2024 è previsto il passaggio al mercato libero, per quanto riguarda sia il gas che l’energia elettrica. Da gennaio ad aprile entreranno in vigore nuove norme, ma c’è chi potrà continuare a restare nel mercato tutelato. Tutto dipende dal reddito

L’anno che comincerà tra poco meno di un mese segnerà una rivoluzione per quanto riguarda le bollette di luce e gas, dal momento che diventerà obbligatorio il passaggio al mercato libero.

Si tratta di un processo che per il gas inizierà già a gennaio 2024, mentre per l’energia elettrica è in programma attualmente per il prossimo mese di aprile.

Per questo, moltissimi italiani si sono già attivati per sondare le nuove offerte e capire a quali fornitori legarsi nel mercato libero, ma c’è anche chi potrà continuare a beneficiare del mercato tutelato.

Il Governo italiano ha infatti previsto delle condizioni di esonero in base all’età, allo stato di salute e al reddito.

Chi può restare nel mercato tutelato? Una questione di reddito

Secondo quanto indicato nella normativa contenente le regole che descrivono il passaggio al mercato libero, potranno continuare a restare nel mercato tutelato e a beneficiare di tariffe più convenienti tutti quei cittadini che versano testualmente “in condizioni economicamente svantaggiate”.

Lampadine accese
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A valere, in questo caso, saranno gli stessi criteri utilizzati per valutare se un nucleo familiare abbia diritto o meno ai bonus in bolletta, come precisato dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (l’Arera, ndr).

Basta quindi analizzare con attenzione i requisiti per l’accesso ai bonus in bolletta per capire quale reddito sia necessario non superare per poter restare nel mercato tutelato, sia per quanto riguarda l’energia elettrica che il gas.

Diversi sono infatti i cittadini italiani che hanno diritto a questa specifica agevolazione e che non dovranno quindi curarsi di passare al mercato tutelato né a gennaio né ad aprile 2024.

Entriamo allora più nel dettaglio della questione e vediamo effettivamente a chi si rivolge tale facilitazione.

Ad oggi, i bonus sociali in bolletta sono previsti sia per chi versa in una condizione di disagio fisico che economico.

Noi ci soffermiamo in particolare sul secondo punto, così da capire chi potrà restare nel mercato tutelato in base al reddito percepito.

Attualmente, stando ai parametri espressi dall’Arera, per risultare nella cosiddetta “condizione di disagio economico”, il cittadino italiano a cui è intestata la fornitura di luce e/o gas deve appartenere a un nucleo familiare e rispettare uno dei seguenti parametri:

  • Avere un indicatore Isee non superiore ai 9.530 euro.
  • Avere almeno quattro figli a carico e un indicatore Isee non superiore a 20.000 euro (nucleo familiare numeroso).
  • Essere titolare di Reddito di cittadinanza o Pensione di cittadinanza (in scadenza nel 2024, ndr).

A essere più precisi, oggi il limite di reddito entro il quale rientrare per avere diritto al bonus in bolletta è di 15.000 euro, o di 30.000 euro nel caso di nuclei familiari più numerosi.

Una condizione che scadrà però dopo il primo trimestre del 2024.

Ciò significa che, sia per quanto riguarda il mercato libero del gas che per quello dell’energia elettrica, servirà rientrare tra un Isee di 9.530 euro e uno di 20.000 euro (i parametri sopra citati, ndr), per poter godere di una soluzione a lungo termine.

Tradotto: chiunque soddisferà i parametri indicati, avrà diritto a un bonus in bolletta e potrà continuare a restare nel mercato tutelato, godendo così di condizioni calmierate.

Indispensabile è, quindi, che a essere rispettata sia la situazione reddituale del nucleo familiare di appartenenza, ovvero l’Isee.

Nel dettaglio, a essere preso in considerazione sarà il guadagno percepito due anni prima della presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (la DSU, ndr) o di un anno prima nel caso dell’Isee corrente.

Ne deriva che, per restare nel mercato tutelato di luce e gas sarà necessario innanzitutto richiedere l’Isee 2024, azione che si potrà compiere già dal prossimo mese di gennaio.

Fatto ciò, se l’attestazione risulterà inferiore ai 9.530 euro, o ai 20.000 per chi ha almeno quattro figli a carico, si potrà procedere richiedendo direttamente al fornitore di energia di continuare la fornitura al prezzo e alle condizioni previste proprio nel regime di maggior tutela.

Questa richiesta potrà essere fatta compilando semplicemente un’autocertificazione nella quale si dichiara di rientrare nelle casistiche necessarie per legge per restare nel mercato tutelato e inviarlo al proprio fornitore (andranno fatte due richieste, una per l’energia elettrica e una per il gas, ndr).

Scontato sottolineare come sia obbligatorio dichiarare il vero, pena ripercussioni legali per aver fornito una falsa autocertificazione.

Cucina professionale con pentole appoggiate sui fornelli del gas
Immagine | Unsplash @🇸🇮JankoFerlič – 20maggiosenzamuri.it

Differenze tra mercato libero e tutelato

In Italia si parla di mercato tutelato dell’energia quando a controllare i prezzi di luce e gas nel sistema di distribuzione alla popolazione è direttamente lo Stato, attraverso il già citato ente Arera.

Parliamo di un’organizzazione statale che ricopre il ruolo di stabilire le condizioni economiche e contrattuali con le quali i consumatori hanno accesso ai servizi di luce e gas.

Tali condizioni vengono poi obbligatoriamente riviste ogni tre mesi, così da potersi adattare all’andamento mondiale dei prezzi delle materie prime impiegate.

Il mercato tutelato, detto anche servizio a maggior tutela, è quindi quello che porta il cittadino a scegliere un servizio di consumo regolato dallo Stato, il quale ha il dovere di monitorare l’andamento dei prezzi, scongiurando improvvisi rialzi.

Il mercato libero è, invece, quel sistema non più regolato dal monopolio dello Stato, bensì dalle singole aziende private di luce e gas, le quali stabiliscono direttamente i prezzi e i servizi da erogare ai propri clienti.

A regolare il mercato libero è quindi il solo concetto della “concorrenza”, poiché chiunque è libero di scegliere il contratto più conveniente per sé.

È giusto però specificare che anche questo tipo di mercato è monitorato costantemente da un ente di controllo dei prezzi, il quale è gestito ancora una volta dallo Stato, in collaborazione con Antitrust.

Il suo ruolo è quello di vigilare sui fornitori privati di energia, così da appurare che essi applichino realmente delle procedure trasparenti e una corretta gestione dei prezzi.

Infine, per evitare di fare confusione, è doveroso ricordare anche come la stessa azienda privata possa essere presente sia nel mercato libero che in quello tutelato, ma con nomi differenti, come previsto dalla regolamentazione dello Stato.

Un esempio pratico? La famosa azienda Enel nel mercato tutelato è presente con il nome Enel Servizio Elettrico Nazionale, mentre nel mercato libero con quello Enel Energia.

Si tratta quindi della stessa azienda, ma con nomi, prezzi e condizioni differenti in base al tipo di mercato scelto.

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