Georgia, scandalo per il ritrovamento di un’icona sacra: cosa rappresenta?

La vicenda che ha coinvolto cattedrale di Tbilisi rispecchia perfettamente la controversia tra il passato religioso, politico e il conflitto attuale dell’opinione pubblica georgiana

La Georgia si trova al centro di un acceso dibattito dopo il ritrovamento di un’icona sacra nella cattedrale di Tbilisi, raffigurante Josip Stalin, il dittatore dell’Unione Sovietica dal 1924 al 1953.

Donata alla cattedrale da un partito filorusso, l’Alleanza dei Patrioti di Georgia, l’icona ha suscitato controversie che vanno oltre la sfera politica, estendendosi alle delicate questioni storiche e religiose del paese.

Un po’ di contesto: l’eredità di Stalin in Georgia

L’eredità politica e storica di Stalin è da sempre un argomento delicato in Georgia, suo paese natale, e nel resto dell’ex Unione Sovietica. Mentre in Occidente è spesso ricordato come un dittatore brutale, responsabile della morte di centinaia di migliaia di persone, in alcuni paesi dell’ex Unione Sovietica è visto come l’artefice del progresso che ha trasformato il paese da uno stato arretrato a una delle principali economie mondiali.

Tra patriottismo e brutalità

Nella Georgia contemporanea, dunque, la discussione su Stalin è particolarmente intensa perché riflette la complessità delle percezioni legate al leader sovietico. Secondo un sondaggio condotto nel 2021, il 66% delle persone intervistate crede che un georgiano patriottico debba essere fiero del fatto che Stalin fosse georgiano.

Tuttavia, circa la metà delle persone ritiene giustamente grave che Stalin sia stato un tiranno responsabile di milioni di morti.

Ricordiamo chi fu Stalin per l’Unione Sovietica

Josip Stalin, nato nel 1878 in Georgia, è stato il leader dell’Unione Sovietica dal 1924 al 1953. Salito al potere dopo la morte di Lenin, ha implementato politiche radicali di industrializzazione forzata e collettivizzazione agricola, causando milioni di morti durante la carestia del 1932-1933.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, ha guidato l’Unione Sovietica alla vittoria contro la Germania nazista, ma il suo governo è stato segnato da purghe politiche e repressione di dissidenti. Stalin ha istituito un regime totalitario, eliminando oppositori reali o presunti attraverso arresti, esecuzioni e gulag.

Terrore, controllo e obbedienza acritica

La sua leadership ha lasciato un’impronta indelebile nella storia, associata a un periodo di terrore e controllo estremo. Il culto della personalità attorno a Stalin ha contribuito a creare un’atmosfera di paura diffusa e obbedienza acritica, causando profondi impatti sulla società sovietica.

La sua morte nel 1953 ha segnato l’inizio di un periodo di destalinizzazione sotto il successore Nikita Khrushchev, con il riconoscimento e la critica delle violazioni dei diritti umani commesse durante il suo regime. L’influenza di Stalin ha permeato la storia russa e mondiale, generando dibattiti e controversie sulla sua figura e sul suo lascito.

La donazione dell’Icona e la reazione della Chiesa Ortodossa

L’icona, oggetto della grande discordia attuale, è stata donata alla cattedrale di Tbilisi dalla citata Alleanza dei Patrioti di Georgia.

La rappresentazione di Stalin benedetto da Santa Matrona di Mosca, una mistica russa del Novecento, ha sollevato obiezioni da parte della Chiesa ortodossa georgiana. La Chiesa ha dichiarato che l’immagine è poco realistica e ha richiesto una modifica per adattarla alla realtà storica.

Cosa può accadere attorno a un’icona?

La richiesta di modifica da parte della Chiesa apre uno spaccato significativo sul modo in cui la figura di Stalin è percepita all’interno della Georgia, una nazione che ha sperimentato direttamente il suo regime. La vicenda evidenzia la complessità delle relazioni tra la sfera politica, religiosa e storica in un contesto post-sovietico.

Addirittura ci sono stati atti vandalici

La scoperta dell’icona e la richiesta di modifica stesse hanno scatenato reazioni contrastanti nell’opinione pubblica. Il politico di opposizione Giorgi Kandelaki ha criticato aspramente l’icona, definendola un tentativo di dipingere positivamente uno dei più grandi omicidi di massa della storia.

Addirittura, un’attivista georgiana di nome Nata Peradze ha vandalizzato l’icona, lanciando vernice blu su di essa e pubblicando il gesto sui social media.

E come hanno reagito al gesto dell’attivista?

La reazione alla vandalizzazione è stata altrettanto intensa. Una folla di manifestanti di estrema destra ha circondato la casa di Peradze, minacciandola e cercando di entrare nell’edificio.

Al qual evento la polizia georgiana ha aperto un’indagine per atti di vandalismo minori, evidenziando le tensioni sociali che emergono da questioni legate a figure storiche polarizzanti come Stalin.

Il ruolo cruciale della Chiesa Ortodossa Georgiana

La Chiesa ortodossa georgiana, seguita da circa l’80% della popolazione, gioca un ruolo significativo nel dibattito.

Sebbene le icone nella tradizione ortodossa possano raffigurare figure negative, la Chiesa ha sottolineato che non devono essere in alcun modo glorificate. Nonostante la critica al gesto di Peradze, considerato un attacco alla Chiesa, la richiesta di modifica dell’icona è stata ribadita.

Il dentro chiaroscuro di una chiesa ortodossa
Chiesa Ortodossa interni | Unsplash @rodlong – 20maggiosenzamuri.it

Si richiede una maggiore aderenza storica

Nell’icona Stalin viene benedetto da Santa Matrona di Mosca, una mistica e guaritrice russa vissuta nel Novecento: secondo la Chiesa ortodossa, non ci sarebbero prove sufficienti a dimostrare un incontro fra i due, e quindi l’immagine andrebbe cambiata per meglio rappresentare la realtà storica.

La posizione della Chiesa riflette la delicatezza delle dinamiche religiose in Georgia, dove l’ortodossia ha radici profonde e un’influenza rilevante nella vita quotidiana dei cittadini. La separazione tra i fedeli e i sacerdoti nelle chiese ortodosse, evidenziata dall’iconostasi, sottolinea l’importanza delle icone come strumento di preghiera e devozione.

Il rapporto tra Stalin e la religione

Inoltre, nonostante il regime sovietico fosse ufficialmente ateo, la figura di Stalin è stata talvolta associata a temi religiosi. Un celebre e triste esempio e che durante l’invasione nazista Stalin si appellò a motivi religiosi per mobilitare il popolo.

Per questo la presenza di icone che lo raffigurano insieme a figure religiose, come la Santa Matrona di Mosca, rappresenta una reinterpretazione controversa della storia.

Un passato complesso che ritorna

La vicenda dell’icona di Stalin nella cattedrale di Tbilisi evidenzia la complessità delle identità nazionali e della memoria collettiva in una nazione che ha vissuto direttamente le conseguenze del suo regime.

La reazione della Chiesa, il coinvolgimento della società civile e le tensioni politiche sottolineano che il passato continua a permeare il presente in modi che richiedono una navigazione e conoscenza attenta e riflessiva.

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